Castello di Donnafugata

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La prima costruzione del castello sembra dovuta ai Chiaramonte, conti di Modica nel XIV secolo. Nel XV secolo divenne la residenza di Bernardo Cabrera, all’epoca gran giustiziere del Regno di Sicilia. Successivamente, la costruzione fu acquistata da Francesco Maria Arezzo De Spucches, barone di Donnafugata che ne fece una casina di campagna.Di tale nobilissima famiglia romana (chiamata Aretia) sarebbe stato capostipite, secondo il Mugno, un Aldo Arezzo che nel 1130 fu al servizio di rè Ruggiero, dal quale avrebbe ricevuto molti feudi.
La maggior parte della costruzione si deve però al figlio, il barone Corrado Arezzo, eclettico uomo di studi e politico. Attraverso varie generazioni, giunse a Clementina Paternò Castello, vedova del visconte Gaetano Combes de Lestrade.Da essa, baronessa di Donnafugata, principessa di Sperlinga, ereditò la figlia Clara vedova del conte Testasecca, attuale proprietaria. Infine, dopo anni di incuria ed abbandono, nel 1982 venne acquistato dal comune di Ragusa che, dopo lunghi lavori di restauro lo ha reso nuovamente fruibile.Riedificato in varie epoche e quindi con molti corpi aggiunti, il castello è tuttavia tra i più ricchi e sontuosi di Sicilia e certamente l’unico, delle sue grandiose dimensioni, in perfetta efficienza.Il castello, diviso su tre piani, conta oltre 120 stanze di cui una ventina sono oggi fruibili ai visitatori. La parte più antica di esso si compone di due piccole torri rotonde mentre altre due, alte e quadrate, sono di epoca molto posteriore e la facciata presenta nella parte centrale una bella loggia con colonnine, creata nei primi del secolo.
I preziosi arditi ed i pregevoli quadri (molti del quali ritratti di famiglia) arricchiscono l’elegante castello nel quale figura una grande sala d’armi con antiche portantine e complete armature.Visitando le stanze che contengono ancora gli arredi ed i mobili originali dell’epoca, sembra quasi di fare un salto nel passato, nell’epoca degli ultimi “gattopardi”.
Ogni stanza era arredata con gusto diverso ed aveva una funzione diversa. Da ricordare la stanza della musica con bei dipinti a trompe-l’oeil), la grande sala degli stemmi con i blasoni di tutte le famiglie nobili siciliane e due antiche armature,il salone degli specchi (ornato da stucchi), la pinacoteca con quadri neoclassici della scuola di Luca Giordano. Notevole, poi, l’appartamento chiamato «del vescovo» (con splendidi mobili Boulle) riservato esclusivamente all’alto prelato (un membro della famiglia Arezzo nel Settecento) il quale, per tradizione, vi si recava in visita durante il soggiorno dei nobili signori.Nelle piccole antiche torri si conserva ancora inalterato il suggestivo aspetto dell’epoca ed è interessantissima, tra l’altro, una stanza con alcova, dove si vuole abbia dormito Bianca di Navarra quando, al tempo del suo vicariato in Sicilia, vi sarebbe stata rinchiusa dal Cabrerà che la perseguitava con il suo amore e la sua sete di potere. Ma anche da qui ella sarebbe riuscita a fuggire e da tale episodio avrebbe preso nome il castello.Castello di Donnafugata
Seppure leggenda è questa, tutto nella piccola camera par che ci parli di quel tempo (dalle stinte cortine del letto al consunto pavimento) suscitando l’immagine della bella regina qui realmente vissuta.
Intorno al castello si trova un ampio e monumentale parco di 8 ettari contenente alcune di quelle bizzarrie che dovevano allietare e divertire gli ospiti, tanto in voga nel XVIII secolo, come il tempietto circolare e la Coffee House (per dare ristoro) o il labirinto in pietra ed alcune “grotte” artificiali dotate di finte stalattiti (sotto il tempietto).Il parco contava oltre 1500 specie vegetali.