Festa-di-San-Giovanni

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Si celebra l’11 Gennaio a ricordo del terribile terremoto che nel 1693 distrusse la Sicilia sud-orientale. Le prime scosse furono avvertite la sera del venerdi 9 gennaio e causarono gravissimi danni e centinaia di morti. La seconda la più spaventosa si verificò la domenica dell’11 alle 21 quando le chiese erano piene di fedeli i morti furono complessivamente 60.000. Vittoria registrò pochissimi morti ma furono gravemente danneggiate la Chiesa Madre e due conventi, quello delle Grazie e quello di San Francesco di Paola. In quell’occasione la città attribuì a San Giovanni il merito di averla salvata dal terremoto e lo elesse a suo patrono. Vi sono due leggende a tal proposito. La prima narra che la statua di San Giovanni fu trovata decapitata dipo il sisma e questo fu interpretato come un sacrificio di sostituzione tra il “Santo, la sua chiesa e la città che grazie al suo intervento fu risparmiata. Un’altra leggenda afferma invece che per sapere quale santo ringraziare i nomi furono messi in un’urna e sorteggiati e per tre volte di seguito sarebbe venuto fuori il nome di San Giovanni. In verità esiste una precisa disposizione delle autorità spagnole dell’epoca che nell’approssimarsi del primo anniversario del sisma stabilì che ciascuna città rendesse onore al suo santo protettore.

Il patrono San Giovanni si festeggiava anticamente il 24 giugno ma ai primi del XX secolo fu spostata alla prima domenica di luglio per consentire a mezzadri e a contadini di prendervi parte, non appena finita la raccolta del grano e delle fave. La festa comprendeva una fiera di panni che si sviluppò nel XX secolo e segnava l’inizio della stagione estiva. Anticamente, in onore del santo Patrono si correva anche un palio lungo l’attuale via dei Mille. Oggi la Festa è soprattutto religiosa con una lunga processione che si snoda lungo le vie del centro storico con migliaia di fedeli anche a piedi nudi.